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Sergio Franzese

 

IL DIALETTO DEI ŘOM XORAXANÉ

(NOTE GRAMMATICALI - GLOSSARIO)

Introduzione

Parte prima: Fonetica

Parte seconda: Morfologia

L'articolo
Il sostantivo
L'aggettivo
Il pronome
Il verbo
L'avverbio e la preposizione
La congiunzione

Tavole di declinazione

Parte terza: Lessico
Glossario tematico della lingua řomaní
(dialetto xoraxanó)

 

 


Introduzione

 

Il dialetto dei Řom Xoraxané puó definirsi in senso lato la lingua parlata dai Řom dell'area balcanica e presenta numerose affinitá sul piano morfo-sintattico con i dialetti romaní di tipo danubiano, detti anche "vlax", mentre diverge nell'aspetto fonetico (che appare piú conservativo) e nell'aspetto lessicale (dove si ha una maggiore incidenza delle lingue slave, in particolare del serbocroato).

L'influsso slavo sul lessico di questo dialetto ha un'incidenza del 30-35%. Molti vocaboli di tale derivazione sono un fenomeno abbastanza recente, cosí come ancor piú recente é l'uso di un numero sempre maggiore di termini derivanti dall'italiano o da sue forme dialettali (i Řom Xoraxané sono giunti in Italia in modo significativo a partire dalla metá degli anni 60 e la loro presenza si é recentemente accresciuta in conseguenza della guerra nella ex Jugoslavia).

Va sottolineato che, malgrado un processo di deterioramento dato dall'introduzione di un numero significativo di imprestiti, il dialetto xoraxanó viene usato quotidianamente all'interno delle comunitá řom e trasmesso di generazione in generazione, mantenendo la sua funzione di principale lingua di comunicazione.

Il patrimonio letterario costituito fondamentalmente da fiabe e racconti é assai ricco ed é giunto a noi attraverso i canali tradizionali della trasmissione orale. La recente acquisizione di una grafia, anche se non ancora unitaria, ha permesso alla lingua romaní di dare vita anche ad una forma di letteratura scritta.

Gli studi linguistici compiuti in Italia sono costituiti da una serie di ricerche apparse su Lacio Drom (1), tra cui emerge la pubblicazione di un glossario a doppio registro (S.Franzese) corredato da note di grammatica (G.Soravia) (2).
Inoltre, sempre su Lacio Drom
(1) sono stati pubblicati testi di fiabe in dialetto xoraxanó, seguiti dalla traduzione in lingua italiana e da commenti linguistici.

Di notevole interesse risulta essere uno studio di Angela Tropea sulle fiabe di Rasim Sejdić. In esso viene compiuta una dettagliata analisi di due racconti dal punto di vista strutturale e linguistico (3).

Va pure segnalata la pubblicazione di tre modeste raccolte di poesie di poeti Řom xoraxané: la prima di Rasim Sejdić (4), la seconda e la terza di Šemso Avdić (5).

All'estero, i dialetti romaní dell'area balcanica sono stati stato oggetto di studi e di ricerche di una certa consistenza: numerosi testi nel dialetto xoraxanó sono apparsi nel Journal of the Gypsy Lore Society (6) , in Etudes Tsiganes (7), ed in altre pubblicazioni specializzate.

Questo lavoro, basato su di una ricerca da me svolta nell'ormai lontano 1986, non ha certamente lo scopo di proporsi come una trattazione esaustiva del dialetto in questione. Esso si limita, per il momento, a fornire una serie di schemi ed alcune nozioni fondamentali che potranno essere utili a quanti per ragioni diverse avvertono l'esigenza di approfondire un aspetto - quello linguistico - del mondo zingaro.

Trattandosi di una variante dialettale non é sempre stato possibile giungere alla fissazione di regole certe e ci si é trovati in molti casi di fronte a dubbi di classificazione di varia natura.

La tecnologia informatica e l'esistenza della rete Internet potranno comunque fornire l'occasione per procedere all'aggiornamento di quelle parti che alla luce dei dati raccolti nel corso degli ultimi anni necessitano di una revisione, fino a giungere alla pubblicazione di un manuale "on line" piú complesso ed articolato.

Cosí come la prima edizione cartacea della ricerca, anche queste pagine telematiche sono dedicate a quanti lottano ogni giorno per la difesa della propria lingua e della propria cultura (ed aggiungo oggi: non per erigere steccati intorno ad esse ma per costruire ponti verso le altre culture).

Ritengo doveroso concludere questa breve nota introduttiva esprimendo un particolare ringraziamento a tutti i Řom che, da molti anni a questa parte mi hanno aiutato nelle mie ricerche manifestando nei miei confronti una sincera amicizia ed una notevole disponibilitá. In particolare desidero qui ringraziare l'amico Neđad Ahmetović "Toni" per la preziosa assistenza che egli costantemente mi fornisce nell'attuale fase di rielaborazione del mio lavoro.

 

Sergio Franzese

Gennaio 1999


Note:

(1) Lacio Drom, rivista bimestrale di studi zingari,
Via dei Barbieri 22 - I-00186 Roma

(2) in Lacio Drom, 98, n. 2, pagg. 2-43

(3) Angela Tropea, Folklore slavo e folklore zingaro. Le favole di Rasim Sejdić,
Tesi di laurea, Universitá di Catania, anno accademico 1982/83

(4) Rasim poeta zingaro, edizioni Publi and Press, Rho (Milano), 1978

(5) Šemso Avdić, Poesie, edizioni Primalpe, Cuneo 1975 (a cura del Centro Studi Zingari di Torino)
Šemso Avdić, Sanguina il cuore dei Rom (Ratvarol ilo romano), edizioni Forum/Quinta Generazione, 1993

(6) organo della Gypsy Lore Society, con sede attuale negli U.S.A.

(7) Etudes Tsiganes - 2, rue d'Hautpoul - F-75019 Parigi


Parte Prima: Fonetica

 

  1. Le vocali (a, e, i, o, u) e le consonanti b, d, f, g (di "gatto"), l, m, n, p, r, s, t, v non presentano modificazioni rispetto alla lingua italiana e pertanto si leggono e si scrivono allo stesso modo.

 

  1. La lingua romaní presenta inoltre una serie di fonemi che differiscono nella grafia dall'italiano. Essi sono:

 

Č che si legge come "c" di "cena". Es mačó "pesce".

K che si legge come "c" di "cane". Es. kanglí "pettine (f)".

che si legge come "g" di "gente". Es. džamíja "moschea".

LJ che si legge come "gl" in "aglio". Es. ljévo "sinistra".

NJ che si legge come "gn" in "gnomo". Es. njíva "campagna".

Š che si legge come "sc" in "scena". Es. šoró "testa (m)".

Z che si legge come "s" in "rosa". Es. zor "forza".

TS che si legge come "z" in "pozzo". Es. tsiknó "piccolo".

 

  1. Vi sono fonemi che non hanno corrispettivo nella lingua italiana:

 

Ć che si pronuncia come "tc". Es. maćéha "matrigna"

Ž che si pronuncia come "j" francese in "jour". Es. žába "rospo (f)"

Ź che si pronuncia con un suono che sta tra la "j" francese di "jour" e la "g" dolce di "gelato". Es. oźí "cuore, stomaco"

H che, quando é seguita da vocale, si pronuncia lievemente aspirata.
Es. hastáli "tavolo", džukléha "con il cane".
La stessa consonante é peró muta quando é seguita da altra consonante o quando é in fine di parola. Es. džukléhko "del cane" (gen.) si pronuncia giukléko; džukléh "cane" (acc.) si pronuncia giuklé.

X che si pronuncia come "Ch" tedesca in "Buch". Es. xolí "rabbia, collera"

Ř che si pronuncia come "r" rotacizzata ("r" francese).
Es. řom. "uomo, zingaro"

ČH che si pronuncia come "c" di "cena" seguita da lieve aspirazione.
Es. čhon "luna, mese (m)"

ĆH che si pronuncia come "tc" seguita da lieve aspirazione.
Es. ćher "casa (m)"

KH che si pronuncia come "c" di "cane" seguita da lieve aspirazione.
Es. kham "sole"

PH che si pronuncia come "p" di "pane" seguita da lieve aspirazione.
Es. phabáj "mela"

TH che si pronuncia come "t" di "tavolo" seguita da lieve aspirazione.
Es. thud "latte"

 

  1. La semivocale "j" corrisponde alla "i" italiana nella parola "ieri" (dittongo).
    Es. jag "fuoco"(f), dej "madre".

 

  1. La vocale semimuta "ë" non viene generalmente trascritta in questo dialetto. Es.:
    vrdón (anziché vërdón)

 


Parte seconda: Morfologia

L'articolo

 

Gli articoli determinativi in řomanéh sono:

"O" per il maschile (caso obliquo: "E");

"E" per il femminile singolare (caso obliquo: "E", "LA");

"E" per il plurale di entrambi i generi (caso obliquo: "E", "LE").

Nota: le forme oblique "LA" e "LE" sono raramente usate.

 


Il sostantivo

 

I sostantivi vengono sempre declinati e variano in genere ed in numero. Si distinguono in animati e inanimati.

la declinazione dei sostantivi si articola sui seguenti otto casi:

 

La declinazione dei sostantivi si ottiene innestando sulla forma obliqua del sostantivo (Tab. 1 e Tab. 2) il suffisso relativo a ciascun caso (Tab. 3), che nel caso dei sostantivi animati corrisponde all'accusativo.

 

Tab. 1 - Forme oblique dei sostantivi maschili (esempi)*

 

SOSTANTIVI ANIMATI

SOSTANTIVI INANIMATI

  SINGOLARE PLURALE SINGOLARE PLURALE

terminazione del sostantivo

nominativo

accusativo
(obliquo)

nominativo

accusativo
(obliquo)

nominativo

obliquo

nominativo

nominativo

- ó baló "maiale" baléh- balé balén- dikló
"fazzoletto da testa (foulard)"
dikléh-
(acc. dikló)
diklé
diklén-
(acc. diklé)
- o dájo "zio" (nel senso di "persona di rispetto") dajó- dájuri dajurén- stáno**
"appartamento"
stanó-**
(acc. stáno**)
stánuja**
stanujén-**
(acc. stánuja**)
consonante řom "zingaro, uomo"

džukél "cane"

řoméh-

džukléh-

řomá

džukél

řomén-

džuklén-

jak "occhio"

kan "orecchio"

jakáh-
(acc. jak)

kanéh-

jaká

kan

jakén-
(acc. jaká)

kanén-
(acc. kan)

semivocale šošój "coniglio" šošojéh- šošójá šošojén- paj "acqua" pajéh-
(acc. paj)
pajá pajén-
(acc. pajá)
-pé         lačipé "bontŕ" lacimáh-_
(acc. lačipé)
(lačimáta***) (lačimatén-***)
(acc. lačimata
***)
irregolare         oźí "stomaco, cuore"

muj
"viso, bocca"

oźeh-
(acc. oźí)

mujéh-
(acc. muj)

oźá


mujá

oźén-
(acc. oźá)

mujén-(acc. muja)

 

Tab. 2 - Forme oblique dei sostantivi femminili (esempi)*

 

SOSTANTIVI ANIMATI

SOSTANTIVI INANIMATI

  SINGOLARE PLURALE SINGOLARE PLURALE

terminazione del sostantivo

nominativo

accusativo
(obliquo)

nominativo

accusativo
(obliquo)

nominativo

obliquo

nominativo

nominativo

- í řomní "donna, zingara" řomnjá- řomnjá řomnjén- kanglí "pettine"

porí, "coda"

kangljá-
(acc. kanglí)

pojrá-
(acc. porí)

kangljá

pojrá

kangljén-
(acc. kangljá)

pojrén-
(acc. pojrá)

- ín         patrín "foglia, segno" patriná- (acc. patrín) patrá patrén- (acc. patrá)
- a bíka "nonna" biká- bíke bikén- luláva "pipa" lulavá- (acc.luláva) luláve lulavén- (acc.luláve)
consonante         pexénd
"nocciola"
pexendá- (acc. pexénd) pexendá pexendén- (acc. pexendá)
semivocale dej "madre" dejá- dejá dején-        
irregolare phen "sorella" phejá- phejá phején- suv "ago, spillo" sujvá- (o suvjá-)
(acc. suv)
sujvá (id.) sujvén- (id.)
(acc. sujvá)

Note:

* Come appare evidente dalle tabelle vi sono sostantivi il cui genere non ha corrispondenza nelle due lingue

** imprestito slavo

*** il plurale di un sostantivo astratto é quasi puramente teorico

 

 

Tab. 3 - Suffissi declinazione dei sostantivi

Casi

singolare

plurale

genitivo

-KO -GO

dativo

-KE -GE

ablativo

-TAR -DAR

strumentale

-HA -TSA

locativo

-TE -DE

vocativo

(i suffissi di questo caso
si innestano sulla radice
del sostantivo)

-(E)Á -ÁLE

 

Vai a tavole di declinazione


L'aggettivo

L'aggettivo qualificativo

L'aggettivo (e pronome) possessivo
L'aggettivo (e pronome) dimostrativo
L'aggettivo (e pronome) indefinito
L'aggettivo numerale

L'aggettivo qualificativo

 

L'aggettivo qualificativo segue la stessa declinazione del sostantivo se si trova in apposizione ad esso o se é sostantivato.

Esempi:

o řom barvaló "l'uomo ricco"
e řoméh e barvaléh "l'uomo ricco" (accusativo)
e řoméhko e barvaléhko "dell'uomo ricco" (genitivo)
ecc.

In tal caso l'aggettivo sará preceduto dall'articolo al pari del sostantivo.

Di norma, tuttavia, l'aggettivo attributivo o epiteto precede il sostantivo a cui si riferisce ed assume una sua declinazione caratteristica, le cui regole sono riassunte nella tabella seguente:

 

Tab. 4 - declinazione degli aggettivi

Terminazione
dell'aggettivo
singolare plurale
nominativo obliquo nominativo obliquo
-ó (maschile) baró "grande" baré baré baré
-í (femminile) barí baré baré baré
-o (maschile) krúpno "grande, robusto" krupnoné krúpne krupnoné
-a (femminile) krúpna krupnoné krúpne krupnoné
consonante (masch.) šukár "bello" šukaré šukár šukaré
consonante (femm.) šukár "bello" šukaré šukár šukaré
-mé (m. e f.) zapnimé "eretto" zapnimé zapnimé zapnimé

Tavole di declinazione

 

Il comparativo di uguaglianza

 

Il comparativo di uguaglianza e introdotto da sar (come). Es.:

  1. Me sem lačhó sar mu phral
    Io sono buono come mio fratello
  1. O paj hi šilaló sar e mol
    L' acqua é fredda come il vino

Il comparativo di maggioranza

 

Il comparativo di maggioranza é espresso da maj (piú). Il secondo termine di paragone va al caso ablativo o puó essere introdotto dalla preposizione négo (che, di) seguita dal caso nominativo.

L'aggettivo preceduto da maj prende talvolta il suffisso -der (di origine indiana presente nella maggioranza dei dialetti romaní). Es.:

  1. o grah hi maj zoraló e džukléhtar
    il cavallo é piú forte del cane

oppure:

o grah hi maj zoraló négo o džukél.

 

  1. o dad hi maj phuró pe čhavréhtar
    il padre é piú vecchio del figlio

oppure:

o dad hi maj phuró négo o čhavró

oppure ancora:

o dad hi maj phuredér .....

Il comparativo di minoranza

 

Non esiste comparativo di minoranza in řomanéh.

Dovendo tradurre una frase in cui sia contenuto un comparativo di minoranza occorre trasformare la frase invertendo i termini di paragone (ottenendo quindi come risultante una frase con un comparativo di maggioranza) o sostituendo l'aggettivo con uno che ne esprima il concetto opposto. Es.:

  1. Zoran é meno grande di Halil > Halil é piú grande di Zoran
  2. Zoran é meno grande di Halil > Zoran é piú piccolo di Halil

...e quindi...

  1. O Hálilo hi maj baró négo o Zórano
  2. O Zórano hi maj tsiknó négo o Hálilo

Il superlativo relativo

 

Il superlativo relativo si ottiene facendo precedere maj (piú) all'aggettivo e facendolo eventualmente seguire dal pronome indefinito all'ablativo savořéndar (di tutti).Es.:

  1. E Fadila hi e čhej maj šukar (savořéndar)
    Fadila é la ragazza piú bella ("da" tutte)
  1. O Ígoro hi o řom maj zoraló (savořéndar)
    Igor é l'uomo piú forte ("da" tutti)

oppure:

O Ígoro hi o řom maj zoraló sa e řoméndar
Igor é l'uomo piú forte "da" tutti gli uomini

Il superlativo assoluto

 

Il superlativo assoluto si ottiene premettendo but (molto) all'aggettivo. Es.:

  1. but džungaló "bruttissimo"
  2. but šukár "bellissimo"
  3. but zoralí "fortissima"

L'aggettivo (e pronome) possessivo

 

Gli aggettivi e pronomi possessivi sono i seguenti:

 

Tab. 5 - Aggettivi (e pronomi) possessivi

 

SINGOLARE
MASCHILE

SINGOLARE
FEMMINILE

OBLIQUO
M. e F.

PLURALE
(invariabile)

mio /-a /-ei /-e mrno
mo, mu
mrni
mi
mrne
me
mrne
me
tuo /-a /-oi /-e číro, čo, ču číri, či číre, če číre, če
suo/-a/-oi/-e (di lui) léhko léhki léhke léhke
sua/-a/-oi/-e (di lei) láko láki láke láke
nostro /-a /-i /-e amaró amarí amaré amaré
vostro /-a /-i /-e tumaró tumarí tumaré tumaré
loro léngo léngri léngre léngre
proprio péhko péhki péhke péhke
péngo péngi pénge pénge

 

Gli aggettivi possessivi non sono mai preceduti dall'articolo. Es.:

mo (mrno) džukél thaj či (číri) máčka "il mio cane ed il tuo gatto"

dikhlém léhke dadéh "ho visto suo padre (di lui)"

ašundém tumaré alavá "ho ascoltato le vostre parole"

 

Il partitivo é reso con l'ablativo. Es.:

jekh mrne amaléndar "uno dei miei amici" (= un mio amico)

jekh čiré řomnjéndar "una delle tue mogli" (= una tua moglie)

 

Gli aggettivi possessivi (eccetto le forme abbreviate mu, ču, ecc.) possono fungere anche da pronomi. In tal caso essi saranno preceduti dall'articolo. Es.:

mi tsáhra thaj e číri
"la mia tenda e la tua"

mrnó džučél hi maj baró négo o léhko
"il mio cane
é piú grosso del suo"

 

L'aggettivo (e pronome) dimostrativo

 

Tab. 6 - Aggettivi (e pronomi) dimostrativi

  "questo" "quello" "questa" "quella" "questi / e" "quelli / e"
NOM. gavá gová gajá gojá galá golá
OBLIQUO galéh- goléh- galá- golá- galén- golén-
GEN. galéhko goléhko galáko goláko galéngo goléngo
DAT. galéhke goléhke galáke goláke galénge golénge
ACC. gavá gová gajá gojá galá golá
ABL. galéhtar goléhtar galátar golátar galéndar goléndar
STR. galéha goléha galáha goláha galéntsa goléntsa
LOC. galéhte goléhte galáte goláte galénde golénde

 

L'aggettivo (e pronome) indefinito.

 

I principali aggettivi indefiniti sono riportati nella lista elencata qui di seguito. Alcuni si declinano conformemente alle regole esposte nella tabella 4 (declinazione abbreviata), mentre altri sono invariabili.

Se usati come pronomi essi seguono invece la declinazione dei sostantivi. Tra parentesi viene indicata la forma obliqua del pronome.

- sváko (forma obl.: svakonéh-) = ogni, ognuno, ciascuno, chiunque
- néko (forma obl. neká-) = qualcuno
- néso (forma obl. nesóh-) = qualcosa
- avér (forme obl. sing. averéh-; forma obl. plur. averén-) = altro, altri
- sa (inv.) = tutto, tutti
- savořó (forma obl.sing. savořéh-; forma obl.plur. savořén-;
forma contratta inv. sořó ) = tutto
- nésavo (forma obl. nésave ) = qualche
- íšta (inv.) qualcosa
- but (inv.) = molto, troppo
- níko (forma obl. níka-) = nessuno
- kánči (forma obl. kančéh-) = niente, nulla
- níšta (forma obl. ništá-) = niente, nulla; nídže níšta, nulla di nulla
- tsrra (inv.) = poco
- dósta (inv., imprestito slavo) = basta, abbastanza
- ekh (forma obl. ekhé-) = uno

 

L'aggettivo numerale

I numeri cardinali sono:

da 1 a 10:
jekh (o ekh, acc. ekhé); duj (acc. dujén); trin (acc. trinén); štar (acc. štarén); panč (acc. pančén) ; šov (acc. šovén) ; eftá (inv.); oxtó (inv.); enjá (inv.); deš (inv.)

da 11 a 19:
dešujékh; dešudúj; dešutrín; dešuštár; dešupánč; dešušóv; dešueftá; dešuoxtó; dešuenjá

20: biš; 21: biš-te-jékh; 22: biš-te-dúj; 23: biš-te-trín, ecc.

30: tránda; 40: saránda; 50: pínda; 60: šóvardeš; 70: eftávardeš; 80: oxtóvardeš; 90: enjávardeš

100: šel, sto, stótina; 200: dujšelá (o: duj stóje o: duj stótine); 300: trinšelá (o: trin stóje o: trin stótine); 400: štaršelá ( o: štar stóje o štar stótine), ecc.

1000: mílja (o: híljada = migliaio); 2000: duj mílje (o: duj híljade); 3000: trin mílje (o: trin híljade); ecc.

I numeri ordinali si ottengono con l'aggiunta del suffisso -to. Es.:

jékhto "primo" (ma anche: prvo), dújto "secondo", tríto "terzo", štárto "quarto", ecc.;
déšto "decimo", dešujékhto "undicesimo", dešudújto "dodicesimo", ecc.;
bíšto "ventesimo"; trinvardéšto "tentesimo"; šélto "centesimo", ecc.

 

Nota: Tutti gli aggettivi numerali che terminano con una cifra compresa tra uno (jekh, ekh) e sei (šov) sono declinabili.


Il pronome

 

Il pronome personale

 

I pronomi personali sono anch'essi declinabili al pari del sostantivo e, come per quest'ultimo, la declinazione e costituita da una serie di suffissi che si innestano sul caso obliquo (accusativo).

 

Si veda il prospetto seguente:

Tab. 7 - Pronomi personali

 

NOM.

DAT.

ACC.

STR.

ABL.

LOC.

1a s. me
"io"
he
mánge
"a me"
man
"mi"
mántsa
"con me"
mándar
"da me"
mánde
"(in) me"
2a s. tu
"tu"
ke
"a te,ti"
tut
"ti"
ha
"con te"
tar
"da te"
te
"(in) te"
3a m.s. vóv
"egli"
léhke
"a lui, gli"
leh
"lo"
ha
"con lui"
léhtar
da lui"
léhte
"(in) lui"
3a f.s. vój
"ella"
ke
"a lei"
la
"la"
ha
"con lei"
látar
"da lei"
te
"(in) lei"
1a pl. amén
"noi"
aménge
"a noi, ci"
amén
"noi, ci"
améntsa
"con noi"
améndar
da noi"
aménde
"(in) noi"
2a pl. tumén
"voi"
tuménge
"a voi, vi"
tumén
"voi, vi"
tuméntsa
"con voi"
tuméndar
"da voi"
tuménde
"(in) voi"
3a pl. von
"essi/e"
lénge
"ad essi, loro "
len
"loro, li"
léntsa
"con essi, con loro"
léndar
"da loro, da essi"
lénde
"(in) loro, (in) essi"

sing.

  péhke
"a sé, si"
peh
"si"
ha
"con sé"
péhtar
"da sé"
péhte
"(in ) sé"
rifl. -pe
"sé"
         

plur.

  pénge
"a sé, si"
pen
"si"
péntsa
"con sé"
péndar
"da sé"
pénde
"(in ) sé"

Osservazioni:

I fonemi k e g contenuti nei pronomi personali possono, in seguito ad un fenomeno di palatalizzazione, diventare rispettivamente č e (es. mánge > mándže; túke > túče).

Il caso genitivo del pronome personale corrisponde agli aggettivi (e pronomi) possessivi riportati nella tabella 5.

 

Il pronome interrogativo

 

I principali pronomi interrogativi in řomanéh sono:

ko (obl. kah- [dativo: káhte e non káhke !]); = chi
so (obl. soh-) = che cosa

L'interrogativo savó (f. saví, pl. savé) "quale", e propriamente un aggettivo pronominale. Esso puó quindi essere declinato come un aggettivo se svolge tale funzione o come un sostantivo se usato pronominalmente.

la declinazione aggettivale sará quindi:

masch.sing.nom. savó (obl. savé)

femm.sing.nom. saví (obl. savé)

m.e.f. plur.nom. savé (obl. savé)

mentre la declinazione sostantivale si otterrá innestando i suffissi dei diversi casi sulle forme oblique, che sono:

savéh- (per il maschile ed il femminile singolare) e savén- (per il plurale di entrambi i generi)

Altri pronomi interrogativi sono:

gačí = quanto
kána =quando

ecc.

 

Il pronome relativo

 

I pronomi relativi, quando é assente l'antecedente nominale, sono:

ko (obl. kah- [dativo: káhte e non káhke !])- = chi, colui / colei / coloro che...
so (obl. soh-) = ciň che...

In presenza di antecedente nominale si usa la particella relativa kaj, la quale ha anche la funzione di congiunzione subordinativa (cfr. italiano "che").

Es. o řom kaj dijá vórba túha (hi) mu phral, l'uomo che ha parlato con te e mio fratello; i řomní kaj avél katé (hi) mi phen, la donna che viene qui e mia sorella.

Se il rapporto semantico espresso nella proposizione relativa richiede una preposizione, questa va a reggere il pronome personale correferenziale con l'antecedente.

Es. i řomní kaj (me) dijém láke duj stóje (líre), la donna a cui ho dato duecento lire (letteralmente: la donna che io ho dato a lei duecento lire); o grah kaj (me) dželém léha ándo fóro, il cavallo col quale sono andato in citta (letteralmente: il cavallo che sono andato con lui in citta).

Esistono inoltre forme quali (áne, pe) savó (f., pl.) che traducono il pronome relativo in alcune suo forme oblique (al quale, nel quale, ecc.). Es. i řomní saví me dijém duj stóje (líre), la donna alla quale ho dato duecento lire; o fóro áne savó (me) sem bijandó, la citta nella quale sono nato; ecc.

In fase di rilevamento non e stato possibile accertare l'esistenza o meno delle forme genitiva, ablativa e strumentale. Si puo comunque supporre un impiego generalizzato della preposizione pe il cui senso non precisamente definito supplisce a molte funzioni.

 


Il verbo

 

Modi e tempi verbali nella lingua řomaní si possono riassumere come segue:

Voce attiva:
indicativo
(presente, futuro, imperfetto, passato, trapassato) ed imperativo. Non esiste il congiuntivo, il quale é reso con la subordinazione. Quest'ultima é introdotta dalla congiunzione te "che, se" seguita dal verbo all'indicativo.

Il condizionale presente corrisponde all'indicativo imperfetto ed il condizionale passato corrisponde all'indicativo trapassato.

L'infinito é sostituito dalla subordinazione attraverso la congiunzione te "che, affinché" seguita dall'indicativo presente. Ad es. vado a bere = vado che bevo = džav te pijáv.

 

Voce passiva:
E' costituita dal participio passato preceduto da una forma del verbo essere. Essa é comunque usata raramente.

La tabella riportata qui di seguito fornisce una immediata classificazione delle principali forme verbali.

I modelli forniti si rifanno alla suddivisione in:

a) verbi radicali consonantici;
b) verbi radicali vocalici;
c) verbi derivati (o tematici). Questi ultimi derivano prevalentemente da sostantivi o verbi di etimologia slava.

Va precisato che, nonostante il tentativo di ordinamento adottato, ci si trova talora di fronte ad irregolarita non prevedibili di non facile classificazione. Per maggiore chiarezza si e pertanto provveduto a fornire, nel glossario allegato, il tema del passato accanto ad alcuni verbi la cui coniugazione é tra le meno ricorrenti o che puo comunque presentare qualche difficolta.

Riguardo al verbo in generale si possono osservare ancora le seguenti particolarita:

Per gli altri verbi il riflessivo viene reso semplicemente introducendo il pronome riflessivo (v.tab.7). I verbi derivati in -isav- e -osav- non seguono questa regola in quanto giá riflessivi.

 

Tab. 8 - Verbi

 

Tab. 8/A

RADICI VERBALI

řomani italiano participio passato
a) Verbi radicali consonantici
čer- ( o ćer-) fare čerdó
dikh- vedere, guardare dikhló
d- dare dinó
phánd- chiudere, legare phangló
b) Verbi radicali vocalici
dža- andare dželó
xa- mangiare xaló
c) Verbi derivati (o tematici)
mrzisar-
mrzí-
odiare mrzisardó
spremosár-
spremó-
preparare spremosardó
žení- sposarsi ženiló (?)
tasiv- annegare tasiló
lačar- aggiustare lačardó
putuví- partire putuvisardó (?)

 

Tab. 8/B

PRIMA PERSONA SINGOLARE (ME "IO")

italiano RADICE presente imperfetto passato trapassato
a) Verbi radicali consonantici
fare čer- ( o ćer-) -áv

Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del presente

-d-ém Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del passato
vedere, guardare dikh- -áv -l-ém
dare d- -áv -ij-ém
chiudere, legare phánd- -av phangl-ém
b) Verbi radicali vocalici
andare dža- -v Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del presente
džel-ém Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del passato
mangiare xa- -v -l-ém
c) Verbi derivati (o tematici)
odiare mrzisar-
mrzí-
-áv
-v
Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del presente
-d-ém
-sard-ém
Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del passato
preparare spremosár-
spremó-
-áv
-v
-d-ém
-sard-ém
sposarsi žení- -v -sálj-em
annegare tasiv- -áv tasil-ém
aggiustare lačar- -áv -d-ém
partire putuví- (-v) -sard-ém

 

Tab. 8/C

SECONDA PERSONA SINGOLARE (TU "TU")

italiano RADICE presente imperfetto passato trapassato imperativo
a) Verbi radicali consonantici
fare čer- ( o ćer-) -éh

Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del presente

-d-án Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del passato
čer!
ćer!
vedere, guardare dikh- -éh -l-án dikh!
dare d- -éh -ij-án deh!
chiudere, legare phánd- -eh phangl-án phánde!
b) Verbi radicali vocalici
andare dža- -h Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del presente
džel-án Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del passato
džah!
mangiare xa- -h -l-án xa!
c) Verbi derivati (o tematici)
odiare mrzisar-
mrzí-
-éh
-h
Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del presente
-d-án
-sard-án
Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del passato
mrzisár!
preparare spremosár-
spremó-
-éh
-h
-d-án
-sard-án
spremosár!
sposarsi žení- -h -sálj-an ženíh!
annegare tas- -óh tasil-án tasív!
aggiustare lačar- -éh -d-án lačar!
partire putuví- (-h) -sard-án putuví!

 

Tab. 8/D

TERZA PERSONA SINGOLARE (VÓV "EGLI" - VÓJ "ELLA")

italiano RADICE presente imperfetto passato trapassato
a) Verbi radicali consonantici
fare čer- ( o ćer-) -él Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del presente
-d-á Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del passato
vedere, guardare dikh- -él -l-á
dare d- -él -ij-á
chiudere, legare phánd- -el phangl
b) Verbi radicali vocalici
andare dža- -l Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del presente
džel Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del passato
mangiare xa- -l -l-á
c) Verbi derivati (o tematici)
odiare mrzisar-
mrzí-
-él
-l
Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del presente
-d-á
-sard-á
Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del passato
preparare spremosár-
spremó-
-él
-l
-d-á
-sard-á
sposarsi žení- -l -sálj-o
annegare tas- -ól tasil
aggiustare lačar- -él -d-á
partire putuví- (-l) -sard-á

 

Tab. 8/E

PRIMA PERSONA PLURALE (AMÉN "NOI")

italiano RADICE presente imperfetto passato trapassato
a) Verbi radicali consonantici
fare čer- ( o ćer-) -áh Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del presente
-d-ám Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del passato
vedere, guardare dikh- -áh -l-ám
dare d- -áh -ij-ám
chiudere, legare phánd- -ah phangl-ám
b) Verbi radicali vocalici
andare dža- -h Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del presente
džel-ám Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del passato
mangiare xa- -h -l-ám
c) Verbi derivati (o tematici)
odiare mrzisar-
mrzí-
-áh
-h
Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del presente
-d-ám
-sard-ám-
Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del passato
preparare spremosár-
spremó-
-áh
-h
-d-ám
-sard-ám-
sposarsi žení- -sav-áh -sálj-am
annegare tasiv- -áh tasil-ám
aggiustare lačar- -áh -d-ám
partire putuvisar- -áh -d-ám

 

Tab. 8/F

SECONDA PERSONA PLURALE (TUMÉN "VOI")

italiano RADICE presente imperfetto passato trapassato imperativo
a) Verbi radicali consonantici
fare čer- ( o ćer-) -én Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del presente
-d-én Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del passato
čerén!
vedere, guardare dikh- -én -l-én dikhén!
dare d- -én -ij-én den!
chiudere, legare phánd- -en phangl-én phánden!
b) Verbi radicali vocalici
andare dža- -n Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del presente
džel-én Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del passato
džan!
mangiare xa- -n -l-én xan!
c) Verbi derivati (o tematici)
odiare mrzisar-
mrzí-
-én
-n
Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del presente
-d-én
sar-dén
Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del passato
mrzisarén!
mrzín!
preparare spremosár-
spremó-
-én
-n
-d-én
-sar-dén
spremosarén!
spremón!
sposarsi žení- -n -sálj-en ženín!
annegare tas- -ón tasil-én tasón!
aggiustare lačar- -én -d-én lačarén!
partire putuvisar- -én -d-én putuvín!

 

Tab. 8/G

TERZA PERSONA PLURALE (VON "ESSI, ESSE")

italiano RADICE presente imperfetto passato trapassato
a) Verbi radicali consonantici
fare čer- ( o ćer-) -én Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del presente
-d-é Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del passato
vedere, guardare dikh- -én -l-é
dare d- -én -ij-é
chiudere, legare phánd- -en phangl
b) Verbi radicali vocalici
andare dža- -n Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del presente
džel- é Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del passato
mangiare xa- -n -l-é
c) Verbi derivati (o tematici)
odiare mrzisar-
mrzí-
-én
-n
Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del presente
-d-é
-sar-d-é
Si ottiene
aggiungendo
-a
al suffisso
del passato
preparare spremosár-
spremó-
-én
-n
-d-é
-sar-d-é
sposarsi žení- -n -sálj-e
annegare tas- -ón tasil
aggiustare lačar- -én -d-é
partire putuvisar- -én -d-é

 

Note alla tabella 8

Spesso tra la radice del verbo e la desinenza delle forme passate si interpone una consonante. Secondo la regola essa sará "d" se la radice del verbo termina in consonante dentale sonora (l, n, r, z) e "l" se invece termina in altra consonante.
A tale norma fanno eccezione i verbi monoconsonantici d- "dare" e l- "prendere" ed i verbi a doppia radice (es. sov- pass. sutil- "dormire", phánd- pass. phangl- "legare, chiudere", ecc.) cosí pure alcuni verbi con radice in -d-.

Va rilevata l'esistenza di forme abbreviate (ad es. mrzí- e spremó-), di forme metatesizzate (ad. es. ženisáljem / ženisájlem, ecc.) e di verbi a doppia radice al presente (ad. es. tasiv- / tas-)

I verbi radicali consonantici in -ov- si comportano in modo anomali rispetto ai modelli forniti nella tabella. Vediamo un esempio:
mothov- (pass. mothod-) "dire". Ind.Pres. moth(ov)-áv, mothó(v-é)h, mothó(v-é)l, moth(ov)-áh, mothó(v-é)n, mothó(v-é)n; Ind.Imperf. moth(ov)-ávah, motho(v-é)hah, ecc. Ind.Fut. kam-moth(ov)áv, kam-mothó(v-é)h, ecc. ecc. Ind. Pass. mothod-ém, mothod-án, ecc. Ind.Trap. mothod-émah, mothod-ánah, ecc. Part.Pass. mothodó (?), Imper. mothó!, mothó(v-é)n!

Il participio passato viene talvolta usato in sostituzione delle terze persone al passato accordandosi con il soggetto in genere e numero. Es. dželó "(é) andato" e dželí "(é) andata", dželé "(sono) andati/e".

La negazione si ottiene premettendo ni al verbo. La forma negativa dell'imperativo si ottiene premettendo na. Quest'ultima segue anche la congiunzione te nel senso di "affinché non".

I verbi essere ed avere sono riportati rispettivamente nelle tabelle 9 e 10.

Anche in questo dialetto, come nella maggioranza del dialetti romaní, il verbo avere é composto dal verbo essere seguito dal pronome personale all'accusativo.

I verbi servili, ad eccezione del verbo "volere" che si traduce con kam- "amare", sono sostituiti da forme avverbiali talvolta seguite da te "che, affinché". Esse sono:

šaj, šti = potere. Es. šaj džav "posso andare", šti avél "puó venire", ecc.

naští, náhti = non potere. Es. naští dikháv "non posso vedere", von náhti pijén "essi non possono bere", ecc.

morá te = dovere. Es. morá te čináv leh "devo comperarlo", morá te našén "dovete scappare", ecc.

trobúj = bisognare. Es. trobúj te dav tut vórba "ti devo parlare" (bisogna che io ti parli); trobúj te ašunén "bisogna che ascoltiate", ecc.

Esistono inoltre verbi impersonali seguiti dai pronomi riflessivi. Es. pačá ma(n), "io credo", pačá tu(t) "tu credi", pačá peh "egli crede", ecc.

 

Tab. 9

Verbo ESSERE
Indicativo
Presente Imperfetto / Passato / Trapassato

me sem
tu san
vóv / vój hi
amén sam
tumén sen
von hi

me séma
tu sána
vóv / vój séha
amén séma
tumén séna
von séha

Congiuntivo e Condizionale:
vedi nota nella sezione introduttiva del verbo.
Non esistono forme per l'Imperativo ed il Participio Passato.

 

Tab. 10

Verbo AVERE
Indicativo
Presente Imperfetto / Passato / Trapassato

hi-man
hi-tut
hi-leh (m)
hi-la (f)
hi-amén
hi-tumén
hi-len

séha-man
séha-tut
séha-leh (m)
séha-la
séha-amén
séha-tumén
séha-len

Congiuntivo e Condizionale:
vedi nota nella sezione introduttiva del verbo.
Non esistono forme per l'Imperativo ed il Participio Passato.

 

Nota:

Il verbo essere ha una propria forma per il negativo delle terze persone all'indicativo presente. Essa é: naj o hináj "non é / non c'é; (essi/esse) non sono / (essi/esse) non ci sono".
Ne consegue che anche il verbo avere (che come si é visto é reso da un locuzione) adotta tale forma al negativo. Esso sará quindi:

náj-man, náj-tut, náj-leh, náj-la, naj-amén, naj-tumén, náj-len

oppure, hináj-ma, hináj-tut, ecc.

 


L'avverbio e la preposizione

 

Le principali preposizioni della lingua romaní sono:

- an = a (usato davanti al pronome relativo savó / -í - é).
- and = in, dentro; and'o =nel, nello; and'e = nella, nei, negli, nelle.
- ándar = da (moto da luogo).
- bi, bez = senza (regge il genitivo. Es. bi-lovéngo (senza soldi).
- ka, kaj = da (moto a luogo); presso.
- garíng = verso.
- katár = da (provenienza); a causa di.
- kotár = da lá (provenienza)
- pála = dietro; dopo; per.
- pa = per; in cerca di; circa (argomento); da, via da; attraverso; entro; fra (tempo).
- páša = accanto, vicino a , a fianco di.
- po / pe = (prep. artt..) a, su, sopra, in; anche "per" o "durante"; pagare "per" qualcosa.
- tála = sotto.
- ži = fino a (tempo)

 

Gli avverbi, che possono fungere da preposizioni improprie, e le locuzioni avverbiali non presentano difficolta dal punto di vista grammaticale.

Dal momento che essi sono inclusi nel glossario non si é ritenuto necessario procedere ad una specifica elencazione, mentre ci si limiterá ad osservare quanto segue:


La congiunzione

 

Le principali congiunzioni nel dialetto xoraxanó sono le seguenti:

 

a) coordinanti

 

b) subordinanti

 


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