GLI ZINGARI A TORINO (E IN PIEMONTE)

 

Nelle periferie di numerose città e paesi del Piemonte, così come ovunque nel resto d’Italia, si possono incontrare Zingari, perlopiù seminomadi o stanziali.

La loro presenza può essere ricompresa all’interno di quattro realtà: Sinti Piemontesi (e, in misura minore, Sinti Lombardi) , Rom "vlax", Rom "balcanici", Rom "profughi" e "rumeni".

Si tratta di una classificazione lontana da schemi socio-antropologici che tenta invece di ricostruire le diverse fasi storiche in cui si è compiuto il popolamento zingaro in seno alla nostra regione, ed in particolare nella città di Torino (che, assieme ai Comuni limitrofi, rappresenta da sempre il maggiore polo di attrazione).

 

 

I Sinti Piemontesi.

Si può supporre una presenza di Zingari già consolidata in Piemonte verso la fine del XV secolo di cui i Sinti Piemontesi rappresentano i diretti discendenti. Tale comunità conterebbe a nostri giorni dai due ai tremila individui, calcolati secondo una stima approssimativa. I mestieri tradizionali dei Sinti Piemontesi sembrano essersi sempre limitati alle attività dello spettacolo viaggiante (circhi e giostre) e ad altre forme di lavoro meno diffuse quali la fabbricazione di cesti in vimini, l’impagliatura di sedie, la vendita porta a porta di articoli di merceria e di biancheria, attività affiancate naturalmente dalla lettura della mano e dalla questua. La loro situazione sociale si presenta oggi in fase di destrutturazione avanzata e purtroppo la loro identità etnica risulta sotto molti aspetti irrimediabilmente compromessa.

Principali campi sosta in Torino:

Corso Unione Sovietica 655, Via Silvestro Lega
(tale campo ospita inoltre un certo numero di famiglie apparteneti al gruppo dei
Sinti Lombardi, la cui origine e storia è simile a quella dei Sinti Piemontesi).

 

 

I Rom "vlax".

Provenienti dalle regioni dell’Europa centro-orientale, molti di essi sono i discendenti di zingari che in Romania furono sottoposti ad un lungo periodo di schiavitù che ebbe termine solamente verso la fine del secolo scorso. Appartenenti prevalentemente ai gruppi kalderasha (calderai) e lovara (allevatori e commercianti di cavalli), i Rom "vlax" costituiscono ancor oggi una realtà saldamente ancorata alle proprie tradizioni. Molti di essi aderiscono alla fede evangelica pentecostale e partecipano a raduni religiosi che talvolta hanno luogo anche a Torino. Il Piemonte sembra comunque rappresentare per essi unicamente una regione di passaggio con soste occasionali di breve durata.

 

 

I Rom "balcanici".

Dalla metà degli anni 50 gruppi di Rom xoraxané bosniaci, montenegrini, di religione musulmana e gruppi di Rom dasixané, serbi, di religione cristiano-ortodossa provenienti dalle regioni della Jugoslavia (all’epoca ancora uno stato unitario) formano una nuova intensa ondata migratoria di popolazioni zingare dirette in l’Italia che ha il culmine negli anni 70 e che tende ad esaurirsi verso la fine di quel decennio. Si tratta in molti casi di un ritorno al nomadismo praticato da famiglie di zingari che nei paesi di provenienza avevano già acquisito una certa stanzialità.

Ad oggi i Rom "balcanici" costituiscono la comunità numericamente più importante in Torino, dove vivono in accampamenti collocati nella periferia ed in alcuni comuni della prima cintura.

Le condizioni di vita di questa variegata comunità sono complessivamente difficili e spesso configurano vere e proprie situazioni di emarginazione e di degrado sociale.

Principali campi sosta in Torino:

Strada dell’ Aeroporto, Strada dell’Arrivore (area assegnata provvisoriamente nell’attesa di una diversa collocazione)

 

 

I Rom "profughi" e "rumeni".

Proprio quando si riteneva che il flusso migratorio verso l’Italia fosse ormai esaurito i cambiamenti politici e le vicende di cui sono stati protagonisti i Paesi dell’Europa Centro Orientale hanno contribuito a rimetterlo in moto.

La guerra nella ex Jugoslavia ha causato una nuova massiccia ondata migratoria di Rom dai Balcani.

Il più consistente arrivo di Zingari in Italia dopo quello dei "profughi" dalla ex Jugoslavia è rappresentato da Rom rumeni (anno 1998).

Il fenomeno della fuga dall’est si sta estendendo con l’arrivo costante in Italia di cittadini albanesi e kosovari tra i quali risulta una non trascurabile componente di etnia rom.

Principali campi sosta in Torino:

Strada dell’Arrivore (per i rifugiati della ex Jugoslavia).

 


 

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