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APPELLO:
FERMIAMO HAIDER COMINCIANDO DA VIA DEI GORDIANI

 

Siamo in piena atmosfera natalizia. Un Natale che, oltre alle consuete implicazioni consumistiche, assume a Roma un'enfasi particolare a conclusione di un anno di retorica giubilare ed eventi mediatici di risonanza mondiale. Ma in via dei Gordiani, a due passi dal centro, duecento persone (fra cui cento bambini) si apprestano a trascorrere un Natale diverso, in una condizione di miseria e d'abbandono, in baracche costruite alla buona, altamente infiammabili, addossate le une alle altre in un labirinto di sporcizia e fango - come nelle favelas brasiliane. Niente di nuovo, purtroppo. Solo che per la gente di via dei Gordiani questo sara' un Natale ancora piu' amaro e desolato del solito. Perche' quest'anno, finalmente, dovevano passarlo dentro case in muratura, al riparo dal vento, dal freddo e dal rischio di incendi. Il progetto della Regione Lazio, del Comune e dello I.A.C.P. (Istituto Autonomo Case Popolari) risale a cinque anni fa: insieme alle casette si sarebbero sistemate le strade, ristrutturati gli alloggi delle case popolari circostanti e creato un grande parco, portando beneficio a tutta la popolazione del quartiere e trasformando un elemento di degrado in un'occasione di crescita. E invece i fondi stanziati sono fermi in banca da anni, la variante urbanistica non e' mai approdata in consiglio comunale e il generale consenso (a parole) sull'idea del villaggio non si traduce in nulla di concreto.

Come mai?

La ragione e' semplice e risiede in un dettaglio: queste duecento persone sono rom e in questo paese, evidentemente, un rom non e' un cittadino come gli altri. Puo' essere ospitato in un ''campo'' ma non ha diritto a una casa - le case sono riservate agli italiani ''d.o.c.''. E cosi', nel giro di pochi mesi la gente di via dei Gordiani e' stata ingannata due volte. La scorsa primavera gli amministratori della citta', incalzati dalla protesta dei rom e di molti cittadini solidali, si sono presentati in via dei Gordiani con una proposta ''di compromesso'': rinviare sine die la costruzione del villaggio (ritenuta ''controproducente'' sul piano elettorale) ma provvedere immediatamente a sostituire le baracche con dei container e garantire almeno la fornitura dell'acqua, della luce e dei servizi igienici essenziali - i requisiti minimi per la sopravvivenza di cento bambini e delle loro famiglie. Questo accadeva ad aprile. Siamo in pieno inverno e lo scenario e' immutato: baracche, topi, sporcizia, malattie ma soprattutto un'enorme delusione e tanta disperazione in piu', perche' il progetto del villaggio e' stato accantonato e dei container non si intravvede nemmeno l'ombra.

I firmatari di questo appello sono convinti che situazioni come quella di via dei Gordiani siano l'unita' con cui si misura il livello di civilta' raggiunto dalla societa' nel suo insieme. E' tempo che si faccia strada la consapevolezza che la libertà e la felicità dell'altro sono l'unica reale garanzia della nostra felicità e libertà. Che quando si cominciano a fare distinzioni fra cittadini di serie A e di serie B, quando si riconoscono ai primi dei diritti che non valgono per gli altri, quando si decide di abbandonare al loro destino i piu' esposti, i meno tutelati, quando, in poche parole, la sinistra mostra di vergognarsi delle sue ragioni e rinuncia a contrapporre i propri principi alle argomentazioni razziste (piu' o meno camuffate) della destra, quando accade tutto questo i piccoli Haider crescono.

I firmatari di questo appello chiedono agli amministratori della citta' di Roma di provvedere immediatamente all'installazione dei container indispensabili per la sopravvivenza fisica della comunita' rom di via dei Gordiani. Nello stesso tempo pressantemente chiedono lo sblocco della delibera riguardante la costruzione del villaggio - un esperimento di convivenza nel quale, per una volta, la presenza dei rom, anziche' essere vissuta in negativo, diventa l'occasione per un sensibile miglioramento della qualita' della vita di un intero quartiere. La realizzazione di questo progetto d'avanguardia a livello europeo stabilirebbe un precedente importantissimo, fornendo un'indicazione concreta per un'inversione di tendenza nelle politiche verso il popolo rom. E costituirebbe un primo passo verso il rispetto dei diritti di chi e' parte integrante della citta' e ha pagato un prezzo altissimo per le condizioni disumane in cui e' costretto a vivere.

A Roma, in via dei Gordiani, e' in gioco la dignita' della sinistra, non certo quella dei rom.

Moni Ovadia, Goran Bregovic, Tony Gatlif, Adolfo Perez Esquivel (premio Nobel per la pace), Dario Fo (premio Nobel per la letteratura), Paco Ignacio Taibo II, Franca Rame, Rossana Rossanda, Marco Revelli, Italo Moretti, Carla Gravina, Rita Borsellino, Carlos Montemayor, Predrag Matvejevic, Miklos Hubay, Paolo Rossi, Altan, Vauro, Sandro Portelli, Enrico Ghezzi, Daniele Cipri', Franco Maresco, Silvano Agosti, Ersilia Salvato, Raniero La Valle, Mario Boccia, Tano D'Amico, Danilo De Marco, Alberto Grifi, Zak Santiago Alam, Ian F. Hancock, Leonardo Piasere, Nicholas Csergo, Thomas Acton, Joshua Horowitz, Zuf de Zur, Mauro Masi, Nichi Vendola, Luisa Morgantini, Giovanni Russo Spena, Francesca Izzo, Paolo Cento, Walter De Cesaris, Giorgio Gardiol, Gianfranco Schiavone, Salvatore Bonadonna, Patrizia Sentinelli, Estela Carlotto, Lita Boitano, Santina Mastinu, Julio Morresi, Luis Mazzocchi, Vanina Marras, Irma Escrivo, Graciela Wagner (familiari di desaparecidos italiani in Argentina), Ilsa Albani (avvocato DD.HH.), I.C.S. - Consorzio Italiano di Solidarieta' Coordinamento degli immigrati di Brescia, Lega Internazionale per i Diritti e la Liberazione dei Popoli, Federazione Giovanile Evangelica - Roma Unione Inquilini - Roma

L'appello e' promosso dal COORDINAMENTO CITTADINO PER LA REALIZZAZIONE DEL VILLAGGIO SPERIMENTALE DI VIA DEI GORDIANI.

Le adesioni possono essere fatte pervenire via e-mail a questo indirizzo: pignoni@mat.uniroma1.it

oppure telefonicamente ai numeri 06-77202758, 0380-5232344, 0333-4636334

 


 

APPEAL:
LET US STOP HAIDER BEGINNING FROM VIA DEI GORDIANI

The Christmas season is now in full swing. In Rome this Christmas - as well as the usual commercial aspects - has assumed particular importance. It marks the conclusion to a year of rhetoric about the Jubilee which has been vigorously promoted through the world's media. But in Via dei Gordiani, only a stone's throw from the centre of Rome, 200 people, including a hundred children, are preparing for a very different sort of Christmas. They live in conditions of poverty and neglect reminiscent of the favellas of Brazil. Their makeshift, highly inflammable, huts lean one on top of the other in a labyrinth of dirt and mud. Unfortunately this is nothing new. But for the people of Via dei Gordiani, the Christmas of the Jubilee year will be even more bitter than usual. This year they were at last to move into proper houses with walls to protect them from the wind, cold and the risk of fire. The project to build a new village in Via dei Gordiani was initiated five years ago by the regional government of Lazio, the city council (Comune) of Rome and IACP, the independent institute for public housing. As well as the new housing, the plans included improvements to the local streets, renovating public housing in the area, and a large new park. The project would have benefited the whole population, transforming a declining area into a thriving community. Instead, the funds allocated for the project have been shut in the bank for years, the plans have never been put before the town council and the agreement of all these bodies to develop the village has never been translated into anything concrete.

How is this possible?

The reason is simple and can be found in one small detail. These two hundred people are Roma (gypsies) and it appears that in Italy Roma are not citizens like other people. They can be housed in "camps" but do not have the right to a house. Houses are reserved for "real" Italians. Within a few months the people of via dei Gordiani have been deceived twice. Last spring, following protests from both Roma and non-Roma people at the delay in starting the project, the leaders of the city council turned up at Via dei Gordiani with a proposal for a "compromise". This involved delaying the construction of the village indefinitely. It was judged to be "counterproductive" during the regional election campaign, then under way, in which the right were campaigning on a racist and anti-immigration platform. In return it was proposed that the huts would be replaced immediately with "containers" (pre-fabricated huts) and that the provision of water, light and essential sanitation would be guaranteed. In other words the bare minimum necessary for the survival of 100 children and their families. This meeting happened in April. It is now the middle of winter and the scene at Via dei Gordiani has not changed: the huts, the rats, the dirt, the disease are still there. But on top of this, there is enormous disillusion and even greater desperation because, although the project to build the village has been put on one side, the containers have never seen the light of day.

The signatories to this appeal are convinced that we can measure the level of civilization of a society by the way it treats people like those of Via dei Gordiani. We believe that it is time we realise that the liberty and happiness of others are the only real guarantee of our own liberty and happiness. When we start dividing citizens into "insiders" and "outsiders", recognizing the rights of the first group but not of the other; when we decide to abandon to their own destiny the most vulnerable and the least protected: when in short the left becomes ashamed of its own ideas and renounces its own principles in the face of the racist arguments (however much disguised) of the right, then we have the conditions for the rise of more Haiders.

The signatories of this appeal demand that the administration of the city of Rome undertake immediately the installation of the containers which are indispensable for the physical survival of the Roma community of Via dei Gordiani. At the same time we demand that the decision to build the village be ratified urgently. The village represents an experiment in coexistence in which the presence of the Roma people, instead of being seen in negative terms, would become the occasion for a visible improvement in the quality of life of a whole area. The implementation of this project would be a model for the whole of Europe. It would constitute a precedent of great importance, concrete evidence of a change in policy towards the Roma people. It would be a first step towards respecting the rights of a community which is an integral part of the city and has paid a very high price through the inhuman conditions in which it is forced to live.

In Rome, in Via dei Gordiani, what is at stake is not the dignity of the Roma people, but that of the left.

Moni Ovadia, Goran Bregovic, Tony Gatlif, Adolfo Perez Esquivel (Nobel Prize for Peace), Dario Fo (Nobel Prize for Literature), Paco Ignacio Taibo II, Franca Rame, Rossana Rossanda, Marco Revelli, Italo Moretti, Carla Gravina, Rita Borsellino, Carlos Montemayor, Predrag Matvejevic, Miklos Hubay, Paolo Rossi, Altan, Vauro, Sandro Portelli, Enrico Ghezzi, Daniele Cipri', Franco Maresco, Silvano Agosti, Ersilia Salvato, Raniero La Valle, Mario Boccia, Tano D'Amico, Danilo De Marco, Alberto Grifi, Zak Santiago Alam, Ian F. Hancock, Leonardo Piasere, Nicholas Csergo, Thomas Acton, Joshua Horowitz, Zuf de Zur, Mauro Masi, Nichi Vendola, Luisa Morgantini, Giovanni Russo Spena, Francesca Izzo, Paolo Cento, Walter De Cesaris, Giorgio Gardiol, Gianfranco Schiavone, Salvatore Bonadonna, Patrizia Sentinelli, Estela Carlotto, Lita Boitano, Santina Mastinu, Julio Morresi, Luis Mazzocchi, Vanina Marras, Irma Escrivo, Graciela Wagner (relatives of Italian desaparecidos in Argentina), Ilsa Albani (Human Rights Attorney), I.C.S. - Consorzio Italiano di Solidarieta' Coordinamento degli immigrati di Brescia, Lega Internazionale per i Diritti e la Liberazione dei Popoli, Federazione Giovanile Evangelica - Roma Unione Inquilini - Roma

This appeal is promoted by Citizens coordinating committee for the implementation of the Roma village of Via dei Gordiani. To register your support, please email the following address: pignoni@mat.uniroma1.it

or telephone one of the following numbers:
(from outside Italy): 0039 6 77202758; 0039 380 5232344; 0039 333 4636334

 


 

APPEL:
ARRÊTONS HAIDER A PARTIR DE VIA DEI GORDIANI

Nous sommes immérgés dans cette atmosphère des fêtes de Noel, qui par delà de son lot de frénésie des achats prend à Rome une dimension particulière. L'année 2000 qui a été un concentré de réthorique sur le Jubilé chrétien et d'événements médiatisés dans le monde entier tire vers sa fin. Mais à "Via dei Gordiani", à deux pas du centre de la ville, deux cents personnes (parmis lesquelles on trouve de nombreux enfants) s'apprêtent à passer un Noël différent, dans des conditions abominables de misère et d'abandon dans des baraques construites à la va-vite, avec des panneaux qui pourraient prendre feu facilement au moindre accident. Des baraques qui comme les favelas brésiliennes s'appuient les unes contre les autres formant un labirynthe où les pas dans la boue et les immondices indiquent le chemin. Rien de nouveau, malheureusement. Ce Noel pour les habitants de la "Via dei Gordiani" sera encore plus amer et encore plus désolant que les autres Noëls. Cette année ils auraient dû enfin passer ce Noël dans des maisons en dur, à l'abri du froid et de l'humidité, et des risques sérieux d'incendies nocturnes, mais les institutions comme la Région du Latium, de la Mairie de Rome et de l'Institut en charge des maisons populaires (Istituto Autonomo Case Popolari) en ont décidé autrement! Ce projet remonte tenez-vous bien à 5 ans. Les réparations urgentes de la voie publique, la restructuration des capanons délabrés, et des petites maisons environnantes, la réalisation d'un grand parc, qui porteraient des améloiorations significatives au quotidien auraient dû être éxécutés. Les fonds qui ont été alloués à ce projet son "aux arrets" à la banque. Le plan d'urbanisation du quartier n'est jamais arrivé à la phase d'approbation du conseil communal de la Ville de Rome, et le consensus general (en parole uniquement) ne prend même pas une allure de réalisation.

Pourquoi?

La raison est simple et se résume en un détail: : Ces deux cent personnes sont des Tziganes et dans ce pays evidement un gitan n'est pas un citoyen comme les autres. Il peut être hébérgé dans un "camp"et n'a pas droit à une maison en dur - car celle - çi est résérvée à l'italien d'origine controlée (DOC). Et c'est ainsi qu'en l'espace de moins de deux mois les habitants de la "Via dei Gordiani" ont été leurrés par deux fois. Au printemps dernier les administrateurs de la ville talonnés par les protestations d'un grand groupe d'habitants solidaires se sont présentés aux habitants de la "Via dei Gordiani" pour leur proposer "un compromis" à savoir le renvoi sine die de la construction du village (considérée 'contre-productive en période pré-electorale ), le remplacement des baraques par des unités habitatives "conteneurs" et l'installation des services minimum de survie, eau, électricité et services sanitaires, pour les familles et leurs enfants eus une centaine environ. Ces événements ont eu lieu en avril 2000. Nous sommes déjà en fin décembre, et la situation n'a pas évolué: les même baraques, la même saleté, les mêmes maladies des enfants, et surtout une énorme délusion, bardée d'un déséspoir profond, car non seulement le projet a été écarté mais de ces conteneurs, pas meme une lueur.

Les signataires de cet appel sont convaincus que que des situations comme celles des habitants de la "Via dei Gordiani" sont bien l'unité de mesure du niveau de civilisation atteint par la société dans son ensemble. N'est-il pas temps que l'on sache que le bien-être et la libérté de l'autre est l'unique véritable garantie du bien-être social et de la liberté dans notre société. Il faut prendre conscience du fait qu'içi l'on distingue des citoyens de premier rang de ceux du deuxième, qu'içi, il est reconnu aux premiers des droits refusés aux seconds, que des décisions sciement prises, laissent à leur propre sort des personnes vulnérables et affaiblies. Il est grand temps que l'on prenne conscience que la gauche au pouvoir a honte et renonce trop vite et en peu de mots à ses propres valeurs et ses motivations. C'est lorsque la gauche renonce à s'opposer aux expréssions xénophobes et racistes (plus ou moins camouflés) de la droite, que de petits Haider bourgeonnent.

Les signataires de cet appel demandent aux responsables à la Mairie de Rome l'éxécution dans les plus brefs délais de l'installation comme promis de maisons conteneurs qui s'avèrent aujourdh'ui absolument indispensables à la survie de la communauté tzigane de la "Via dei Gordiani". Nous insistons avec force auprès du conseil de la Ville pour un déblocage rapide de la procédure et la réalisations damns les délais les plus brefs du projet d'aménagement initialement prévu. Ce projet est en réalité un exemple de cohabitation sociale. Pour la première fois la communauté tziganes sera partie prenante dans une opération ressentie majoritairement positive et qui ne portera que des bénéfices à tout le quartier aux alentours. La réalisation de ce projet serait donc une première, et créerait un précedant de niveau européen qui acquiert ainsi une importance fondamentale fournissant ainsi une indication claire d'une inversion de tendance dans les politiques des administrations locales vis-à-vis des communautés tziganes. Ce projet une fois réalisé sera un premier pas vers le respect des droit de ceux qui, partie intégrante de la ville, ont payé au prix fort leur droit de cité, leur droit au logement.

A Rome ce l' enjeu aujourdh'hui c'est la dignité de la Gauche et non pas celle des Tziganes.

Moni Ovadia, Goran Bregovic, Tony Gatlif, Adolfo Perez Esquivel (Prix Nobel pour la Paix), Dario Fo (Prix Nobel pour la Littérature), Paco Ignacio Taibo II, Franca Rame, Rossana Rossanda, Marco Revelli, Italo Moretti, Carla Gravina, Rita Borsellino, Carlos Montemayor, Predrag Matvejevic, Miklos Hubay, Paolo Rossi, Altan, Vauro, Sandro Portelli, Enrico Ghezzi, Daniele Cipri', Franco Maresco, Silvano Agosti, Ersilia Salvato, Raniero La Valle, Mario Boccia, Tano D'Amico, Danilo De Marco, Alberto Grifi, Zak Santiago Alam, Ian F. Hancock, Leonardo Piasere, Nicholas Csergo, Thomas Acton, Joshua Horowitz, Zuf de Zur, Mauro Masi, Nichi Vendola, Luisa Morgantini, Giovanni Russo Spena, Francesca Izzo, Paolo Cento, Walter De Cesaris, Giorgio Gardiol, Gianfranco Schiavone, Salvatore Bonadonna, Patrizia Sentinelli, Estela Carlotto, Lita Boitano, Santina Mastinu, Julio Morresi, Luis Mazzocchi, Vanina Marras, Irma Escrivo, Graciela Wagner (parents des desaparecidos italiens en Argentine), Ilsa Albani (advocat DD.HH.), I.C.S. - Consorzio Italiano di Solidarieta' Coordinamento degli immigrati di Brescia, Lega Internazionale per i Diritti e la Liberazione dei Popoli, Federazione Giovanile Evangelica - Roma Unione Inquilini - Roma

 

La promotion de cet appel est l'initiative du COORDINAMENTO CITTADINO PER LA REALIZZAZIONE DEL VILLAGGIO ROM DI VIA DEI GORDIANI.

Les adhésions à cet appel peuvent être envoyées par courrier electronique à l'addresse suivante: pignoni@mat.uniroma1.it

ou bien par appel telephonique au numéros suivants: (code 39 ) 06-77202758, 0380-5232344, 0333-4636334


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